III premio concorso "Mario Boccone" -La Maddalena (SS) 1989

Da un viaggio

Sono sceso
(era notte)
sui binari
tra grifagni pennoni di luce
perché
non ricordavo
la vostra stazione
(sapete, quella
che mi diceste
al telefono)

E pensavo
-forse ero ingenuo-
che più che sul treno
ormai vuoto
in quello scalo agghindato
sullo sterrato del marciapiede
qualcuno vi conoscesse.

E' tanto che viaggio,
ma non é questo
che conta
(mi dicevo)
se infine saprò di rivedervi.
Capisco:
in effetti nella vostra città
meravigliosa,
unita nei suoi viali alberati
c'é tutto e non vale lasciarla
una volta raggiunta.
E le feste, i banchetti,
le vostre usanze
sfarzose.
E so che le vostre ragazze
hanno sguardi e un sorriso
che un anno non cancella.

Così qualche volta
vorrei restare per sempre.
Lucidamente deciso. Coerente.
Ma ho con me dal mio viaggio‚
un richiamo impreciso
scontroso
come un gatto di ruggine
sugli scalini d' un parco
(già la notte lo rende
faticoso, e ossessivo).
Sciolta la neve ripartirò.

Roma 1° febbraio 1985

I premio concorso "Casa dell' Aviatore" - Roma 1990

Verso dove

Credimi, noi andremo a star meglio
perché senza sgomento l'abbiamo immaginato.
Confine della notte, arrossato
come ciglia adunate su un pensiero-
quante volte io coi miei sogni
che distesamente s'attenuano
da se stessi desueti al loro cuore,
insegnami la pazienza
di non conoscere senza asprezze.
Credimi...e il cammino ripercorre
l'incavo d'una carezza.

Roma 25 dicembre 1989

III premio concorso "Città di Laveno" - Mombello (VA) 1994

L' insoddisfatto (come io mi sento)

Forse non si dovrebbe, non si dovrebbe davvero
racchiudersi in una Umlaut temporale, un' enfasi posticcia
che ci infantoccia e spegne su di sé
le ultime supernove di colore.
La nebbia, l' acqua e financo il sole
ti prestano golosità inattuali, e sbrani e sbrindelli il dizionario suggendolo
col bencelato intento di piacere
almeno a te stesso o di soffiarti sul viso
qualche abbottonatura un po' sforzata di pensieri.
Aveva nostalgia d' un' epoca che ricordava diversa,
e nel suo inquieto rincrescimento perfino colloquiale...
Suonarono le ore con quei tocchetti incipriati
che manifestavano l' evoluzione del parroco,
di duecent' anni in ritardo, ma preoccupato dei quarti d'ora:
e lui si chiamò libero, si iscrisse
fuori gara al romitaggio mentale
(test che si gioca anche se zoaglizzati
in cerca dell' ultimo sasso affiorante dell' estate,
probabilmente un paracarro).

Beh, certo, la gente s' ingegna
di prosciugarsi le gote a furia di trillare
d' insicurezza, ed anch' io prima di scoprire
di vivere nel più bel reame del mondo,
ho dovuto guardarne proprio in alto la travatura
e spulciare la voce dell' altoparlante
fino ad urlarne la gentilezza.
Eh, binario uno, binario uno,
proprio il meno importante: Quando si é "uno" !

S'accorse allora d' aver spostato
i versi più galeotti della sua nuova vita
proprio al centro d' un ingorgo verbale...
Locuzione avverbiale umore locale !
Cercò di rimediare, ma gli si ostruivano
metafore come partite doppie.
E senza re di denari si bastonò.

Ispra 17 agosto 1994

Progetto Babele numero 5, marzo-aprile 2003

Poesia così così

Dolce affanno di questa notte
passata ad enumerarti le impressioni
che bastano al nostro compìto
e discreto amore.
Amore che vorrebbe turbarti,
ed in qualche modo incidere
nella tua anima un istinto più ribelle
che vorrebbe urlare
per poi assopirsi
disfatto nell’erba versata
al colmo di un pensiero.

Accanto a te la sveglia dorata
sembra prenderci in giro...
E noi che ci aggiriamo un po' sommessi
per questa terra vincolante
per il giardino nervoso e rassegnato
dei nostri dubbi, e ci scopriamo
ad ogni frase più addentro
alle leggere verità del cuore.
Come ci sveglierà la luna
col suo tremore.

Sesto Calende giugno 1995

La raccolta delle mie poesie è disponibile QUI (formato PDF)


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